Giochi di classificazione: come i bambini imparano a classificare (e a fare la differenziata)
Molto prima di saper leggere, i bambini classificano. A due anni mettono in fila le macchinine rosse e lasciano fuori quelle blu. Alla scuola dell'infanzia mettono i cucchiai con i cucchiai quando «aiutano» a svuotare la lavastoviglie. Sembra un gioco, e lo è, ma è anche una delle prime vere capacità di pensiero: decidere cosa va insieme, e perché.
Come cresce la capacità di classificare
- Per aspetto (più o meno da 2 a 3 anni). Stesso colore, stessa forma, stessa grandezza. Il bambino classifica quello che vede.
- Per tipo (più o meno da 3 a 5 anni). Gli animali qui, i veicoli là. Adesso la regola riguarda cosa sono le cose, non che aspetto hanno, ed è un grande passo: una banana gialla e una mela rossa vanno insieme perché sono tutte e due cibo.
- Per regola (più o meno da 4 a 7 anni). I bambini riescono a tenere a mente una regola, ad applicarla a qualcosa di nuovo e perfino a cambiarla («adesso mettiamoli in ordine di grandezza»). La raccolta differenziata sta proprio qui: un barattolo di vetro e una bottiglia di plastica possono sembrare simili, e in molti posti vanno in bidoni diversi (controlla le regole del tuo comune).
Classificare è alla base della matematica dei primi anni (raggruppare e contare), delle scienze (classificare gli esseri viventi) e della lettura (distinguere suoni e lettere). Ed è anche un'abilità di cui i bambini vanno fieri, perché vedono con i loro occhi di aver fatto giusto.
Perché la differenziata è una buona prima regola
La differenziata dà al classificare uno scopo. Le categorie sono vere, i bambini vedono i bidoni tutti i giorni, e i grandi ci tengono a farla bene. Insegna anche una cosa più grande: che i posti che condividiamo restano belli perché le persone se ne prendono cura.
Due cose la rendono più facile per i bambini piccoli:
- Cominciare con pochi bidoni e aggiungerne dopo. Tre bidoni (umido, carta, plastica e lattine) bastano e avanzano a tre anni. Il vetro può aspettare.
- Usare le figure, non solo i colori. I colori dei bidoni cambiano da un paese all'altro e da un comune all'altro. La figura di un giornale sul bidone della carta funziona ovunque.
Come funziona in Sort It Out
Sort It Out è un gioco di classificazione tranquillo, senza timer e senza punteggio. Nel parco cadono dei rifiuti, e i bambini li trascinano uno alla volta in un bidone. I bidoni sono personaggi simpatici con una faccia: con gli occhi seguono quello che porti, quello giusto apre il coperchio e se lo mangia con un ruttino, quello sbagliato scuote la testa e te lo restituisce. Sbagliare non costa niente, e il bidone giusto fa un piccolo cenno di saluto, così il bambino impara dove va quel rifiuto.
- Figure, non parole. Ogni bidone mostra una grande figura di quello che mangia (una mela, un giornale, una lattina), così anche chi non sa ancora leggere gioca da solo.
- I bidoni crescono con il bambino. Si comincia con tre bidoni. Dopo dieci risposte giuste di fila arriva il bidone del vetro. Se diventa troppo difficile, il gioco fa un passo indietro senza farlo notare.
- Fare pulizia ha una ricompensa che si vede. Ogni risposta giusta rende il parco un po' più pulito: l'erba più verde, poi i fiori, una farfalla e infine un uccellino e il sole. Gli avanzi di cibo fanno spuntare i fiori: un piccolo omaggio al compost.
- Ogni bidone dice cosa ha mangiato, così insieme alla classificazione arrivano anche le parole: guscio d'uovo, scatola di cartone, lattina.
Consigli per i grandi
- Fate la differenziata vera. Dopo aver giocato, lascia che tuo figlio ti aiuti con la raccolta differenziata di casa. Chiedi prima di spiegare: «Dove va la scatola dei cereali?»
- Parlate della regola. «Perché la banana va qui?» Saper spiegare una regola ad alta voce è il passo successivo al seguirla.
- Festeggiate la pulizia, non il punteggio. L'obiettivo è l'abitudine, non una partita perfetta.
- Fagli notare le figure sui vostri bidoni di casa e su quelli del parco.
Per continuare
Chi si diverte a classificare di solito apprezza anche Memory Match, che allena lo stesso sguardo attento, e Brick Builder, per giocare liberamente e in tutta tranquillità.
Fonti
- Vermont Early Learning Standards — Measurement, Classification and Data
- Philip David Zelazo, Nature Protocols — The Dimensional Change Card Sort (DCCS): a method of assessing executive function in children (2006)
- US EPA — How Do I Recycle Common Recyclables
- US EPA — Composting At Home
Tiny Hands Play