Le forme da incastrare: come i bambini piccoli imparano le forme (e perché il gioco funziona)
La scatola delle forme da incastrare sta sugli scaffali dei nidi da generazioni, e per un buon motivo. Una scatola, qualche buco, una manciata di blocchetti: un bimbo piccolo capisce cosa fare senza che nessuno glielo dica, e la scatola gli fa sapere subito se ce l'ha fatta. Il blocchetto o entra o non entra.
Come cresce il riconoscimento delle forme
- Prima il tondo (più o meno da 18 mesi a 2 anni). Il cerchio è la forma più facile da infilare, perché entra da qualunque parte lo giri. Quasi tutti i bambini ce la fanno con il cerchio molto prima che con qualsiasi altra forma.
- Gli angoli (più o meno da 2 a 3 anni). Quadrati e triangoli entrano solo se sono allineati con il buco, quindi i bambini cominciano a girare il blocchetto per farlo combaciare. Sono i primi passi del ragionamento spaziale: immaginare come deve muoversi una forma.
- Nomi e forme simili (più o meno da 3 a 4 anni). I bambini imparano le parole (cerchio, quadrato, triangolo, stella) e cominciano a distinguere forme che si somigliano: un quadrato da un rettangolo, un ovale da un cerchio, un esagono da un ottagono. Contare gli angoli diventa una strategia.
Conoscere le forme prepara direttamente alla matematica e alla lettura. Distinguere un triangolo da un quadrato richiede lo stesso sguardo attento che serve per distinguere una «b» da una «d».
Cosa serve perché sia alla portata di un bimbo di due anni
- Cominciare con una forma e un buco. Un grande cerchio è un successo garantito, ed è il successo a far venire voglia di riprovare.
- Fare in modo che il buco aiuti. Un bordo colorato intorno a ogni buco, dello stesso colore della sua forma, dà un secondo indizio finché i nomi delle forme sono ancora nuovi.
- Essere indulgenti con la mira. Le manine non sono precise. Una forma che arriva vicino al suo buco deve entrarci.
- Nessun errore, solo un colpetto. Se il buco è sbagliato deve succedere come con il gioco vero: il blocchetto sbatte contro il bordo e si prova un altro buco.
Come funziona in Shape Sorter
Shape Sorter è il classico gioco di legno, ma sullo schermo: una scatola con i buchi ritagliati sul pavimento della cameretta e grosse forme dipinte con facce simpatiche su un tappeto.
- Si comincia con un cerchio. Poi arriva un quadrato, poi un triangolo e una stella, con tre scatole per ogni passaggio e i buchi ogni volta in posizioni diverse, così c'è modo di esercitarsi. Se qualche tentativo va storto, il gioco toglie un buco senza dare nell'occhio.
- Basta arrivare vicino. Quando una forma arriva vicino al suo buco, viene risucchiata dentro con un «tonf» di legno e dice il suo nome, così un bimbo di due anni non ha bisogno di una mira perfetta.
- Errori senza drammi. Al buco sbagliato una forma scuote la testa e torna saltellando sul tappeto, e il buco giusto si illumina.
- Cresce con il bambino. Un quinto buco porta forme nuove come l'esagono, il cuore e la luna. All'ultimo livello spariscono i bordi colorati, le forme simili stanno una accanto all'altra e partono già ruotate, così il bambino deve far combaciare il contorno da solo.
Consigli per i grandi
- Di' il nome della forma mentre entra. «Cerchio! Ed eccolo dentro.» Sentire la parola proprio nel momento del successo è il modo migliore perché il nome resti in testa.
- Andate a caccia di forme. Un piatto tondo, una finestra quadrata, un toast tagliato a triangolo, una stella su un adesivo. Gli oggetti veri danno un senso alle forme.
- Contate gli angoli insieme quando tuo figlio conosce già qualche forma: tre per il triangolo, quattro per il quadrato, sei per l'esagono.
- Giocate anche con la scatola vera. Girare un blocchetto di legno tra le mani insegna cose che uno schermo non può insegnare, e il gioco è una bella alternativa quando la cesta dei giochi non è a portata di mano.
Per continuare
Chi si diverte ad abbinare di solito apprezza anche Memory Match, e Chalk Art permette di ripassare le stesse forme con un dito.
Tiny Hands Play