Puzzle per bambini: cosa insegnano e con quanti pezzi cominciare
Il puzzle è uno dei pochi giochi che dicono a un bambino, senza bisogno di parole, se ha fatto giusto. Il pezzo entra oppure no. Il disegno compare piano piano oppure no. Questa risposta così chiara spiega buona parte del perché i puzzle catturano l'attenzione dei più piccoli, e del perché valgono più di quanto sembri.
Cosa insegna davvero un puzzle
Vedere le parti e l'insieme. Per sistemare un pezzo, il bambino deve guardare un frammento (un po' di azzurro, mezzo sole, il bordo di un albero) e immaginare dove si trova nel disegno intero. Questo andare avanti e indietro tra la parte e il tutto è un'abilità spaziale, e migliora con la pratica.
Abbinare con più di un indizio. All'inizio i bambini abbinano in base al colore. Poi notano i bordi e i lati dritti, poi la forma degli incastri, poi le linee che proseguono da un pezzo all'altro. Ogni nuovo indizio è un piccolo passo avanti nel ragionamento visivo.
Mani che fanno quello che gli occhi progettano. Prendere un pezzo, girarlo dal verso giusto e appoggiarlo esattamente al suo posto è un esercizio di motricità fine, con gli stessi muscoli che il bambino userà più avanti per disegnare e scrivere.
Non mollare. Un puzzle da 24 pezzi sono ventiquattro piccole vittorie una dopo l'altra. Finirne uno insegna al bambino che un compito grande si porta a termine un pezzo alla volta, una cosa utile da imparare presto.
Cosa dicono le ricerche
Lo studio più noto ha seguito bambini tra i due e i quattro anni circa, registrando quanto spesso giocavano con i puzzle a casa. Quelli che ci giocavano più spesso, a quattro anni e mezzo, andavano meglio in un test in cui bisognava spostare e ruotare forme con la mente, anche tenendo conto del reddito familiare e di quanto i genitori parlavano con loro. Contava anche la qualità del gioco: puzzle più difficili e genitori che parlavano di forme e posizioni andavano di pari passo con abilità più solide.
Altri studi vanno nella stessa direzione. I bambini di tre anni più bravi a copiare costruzioni con i blocchi tendevano ad andare meglio anche nei primi compiti di matematica, e una breve sessione di allenamento spaziale ha migliorato i punteggi di bambini dai sei agli otto anni nei problemi di matematica. Niente di tutto questo significa che i puzzle, da soli, rendano i bambini bravi in matematica, ma il pensiero spaziale e le prime abilità con i numeri crescono chiaramente insieme, e i puzzle sono un modo facile e divertente per allenare uno dei due.
Quanti pezzi, a che età
Ogni bambino è diverso, quindi prendete queste indicazioni come punti di partenza, non come traguardi:
| Età | Pezzi | Cosa aiuta |
|---|---|---|
| Verso i 2 anni | 4 | Pezzi grandi che si incastrano facilmente, con il disegno visibile sotto |
| 3 anni | Da 6 a 9 | Un'immagine guida sul piano di gioco; voi che dite cosa c'è su ogni pezzo |
| 4 anni | Da 9 a 16 | Veri incastri; togliere la guida quando un disegno diventa facile |
| Da 5 a 6 anni | Da 16 a 24 | Prima i bordi, dividere i pezzi per colore, niente guida |
Partite da una misura più piccola di quella che pensate sia adatta a vostro figlio. Il bello è arrivare alla fine, e un puzzle un po' troppo facile dà più fiducia di uno un po' troppo difficile.
Giocare insieme
- Parlate dei pezzi. «Qui c'è il sole. Dov'è il cielo?» Parole come sopra, angolo, accanto a e a testa in giù sono proprio il linguaggio spaziale che le ricerche collegano ad abilità più solide.
- Lasciatelo provare per primo. Dategli un pezzo e aspettate. Se si blocca, indicate la zona invece di metterlo voi al posto suo.
- Prima i bordi, ma più avanti. Quando vostro figlio riesce a fare 16 pezzi, mostrategli i bordi dritti e come formano una cornice. È la prima vera strategia che la maggior parte dei bambini impara.
- Rifate i preferiti. Rifare lo stesso puzzle non annoia un bambino di tre anni: è così che diventa veloce, ed essere veloci è bellissimo.
Come funziona Jigsaw Puzzles
Jigsaw Puzzles, su Tiny Hands Play, ha dodici disegni e cinque misure: 4, 6, 9, 16 e 24 pezzi. Nei puzzle piccoli un pezzo si incastra anche se appoggiato solo più o meno al suo posto, così anche un bimbo di due anni arriva alla fine; quelli più grandi chiedono più precisione. Se un pezzo viene appoggiato nel punto sbagliato del piano di gioco, scuote la testa e torna indietro. Una copia sbiadita del disegno sotto il piano di gioco mostra dove va ogni cosa, e si può togliere con il pulsante dell'occhio. Quando il puzzle è finito, il disegno prende vita: l'amico della scena respira e saltella, e le cose intorno reagiscono quando le tocchi. Non c'è un timer e non si può perdere, e i disegni completati ricevono una spunta, così il bambino vede i suoi progressi.
Anche i puzzle veri
Lo schermo non sostituisce il cartone. I puzzle di legno spessi, con i pomelli, sono perfetti per i più piccoli, e i puzzle giganti da pavimento, con pezzi grandi, piacciono molto ai bambini della scuola dell'infanzia che amano sparpagliarsi. Un puzzle sul tavolo nel fine settimana, fatto insieme e senza fretta, insegna tutto quello che insegna la versione sullo schermo, in più c'è la soddisfazione di un disegno finito da lasciare lì per ammirarlo.
Fonti
- Levine, S. C., Ratliff, K. R., Huttenlocher, J., & Cannon, J. (2012). Early puzzle play: A predictor of preschoolers' spatial transformation skill. Developmental Psychology, 48(2), 530–542.
- Verdine, B. N., Golinkoff, R. M., Hirsh-Pasek, K., Newcombe, N. S., Filipowicz, A. T., & Chang, A. (2014). Deconstructing building blocks: Preschoolers' spatial assembly performance relates to early mathematical skills. Child Development, 85(3), 1062–1076.
- Cheng, Y.-L., & Mix, K. S. (2014). Spatial training improves children's mathematics ability. Journal of Cognition and Development, 15(1), 2–11.
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