Torri da impilare e prime nozioni di fisica: cosa insegna una torre che crolla
Su la torre, giù la torre. Se hai un bambino di tre anni avrai visto la scena mille volte, e forse ti sei chiesto se il bello sia costruire o demolire. Sono tutte e due le cose, e la fisica che sta imparando è molto più sofisticata di quanto sembri.
La fisica che un bambino piccolo conosce già
Molto prima della scuola, senza una sola lezione, i bambini si fanno delle teorie, tutt'altro che sbagliate, su:
- La gravità. Le cose cadono verso il basso, non verso l'alto, e cadono quando niente le sostiene. I neonati se lo aspettano già.
- L'appoggio. Un blocco sta su se poggia per una parte sufficiente sul blocco di sotto. Già verso i sei mesi, i neonati si stupiscono se un blocco che poggia troppo poco resta su.
- L'equilibrio. Questo arriva più tardi. Alla scuola dell'infanzia l'equilibrio si trova per tentativi; la capacità di ragionare su dove sta il peso di solito arriva verso i sette-otto anni.
- Stabilità contro altezza. Più è alta, più è emozionante, e più è fragile.
Non saprebbero spiegare niente di tutto questo. Lo fanno, aggiustando un po' ogni blocco, guardando come traballa, decidendo quando fermarsi. Gli psicologi dello sviluppo la chiamano fisica intuitiva, e impilare è uno dei migliori laboratori quotidiani per allenarla.
Perché il crollo è importante
Quando butta giù la torre, il bambino non sta rovinando il suo lavoro: sta guardando il risultato dell'esperimento. Una torre che sta in piedi per sempre non insegna niente; una torre che cade ti dice esattamente dov'era il limite. È costruendo, sbagliando e ricostruendo che i bambini mettono alla prova le loro idee su cosa sta in piedi; una torre costruita da un adulto al posto loro lascia meno da scoprire.
Il trucco, per noi genitori, è fare in modo che il crollo resti un momento allegro. Un crollo che finisce in lacrime insegna «ho fallito». Un crollo che finisce in una risata insegna «ecco cosa succede quando è troppo alta, riproviamo».
Come funziona in Stack It Up
Stack It Up è un gioco di tempismo che si gioca con un tocco: un blocco oscilla appeso a una gru, tu tocchi, lui cade. Se atterra ben centrato la torre cresce; se atterra fuori centro la torre pende. Se pende troppo, viene giù tutto.
Tre scelte sono pensate apposta per i bambini della scuola dell'infanzia:
- Il pubblico. Un pubblico di emoji in basso applaude i lanci buoni e trattiene il fiato per quelli sbagliati. Quando la torre cade, restano tutti a bocca aperta insieme, ed è buffo, non triste. Il crollo è il momento clou dello spettacolo.
- Una fisica che si vede. La torre si inclina in modo visibile quando i blocchi atterrano fuori centro, e compare una leggera luce di avviso quando è in pericolo. I bambini imparano a capire quando pende troppo, prima che crolli.
- I lanci perfetti si incastrano. Un blocco lasciato cadere proprio al centro si incastra con un suono di campanello. Tre di fila e il pubblico fa la ola. Premia la pazienza, che è la vera abilità.
Il numero di blocchi è l'unico punteggio, e il record resta salvato sul dispositivo, così il bambino sfida se stesso e non i fratelli.
Parlarne insieme
Alla fisica ci pensa il gioco; le parole puoi metterle tu. Eccone alcune che funzionano:
- «Da che parte pende?» Destra e sinistra, il primo passo per descrivere l'equilibrio.
- «Aspetta che sia al centro.» Il gioco è tutto una questione di tempismo, e dare un nome al momento giusto aiuta.
- Contate ad alta voce. Ogni blocco è un numero. A tre anni, dieci blocchi sembrano un traguardo.
- «Cos'è successo?» dopo un crollo. Lascia che te lo spieghi. «Traballava troppo» è già un'osservazione da fisico.
Ma anche blocchi veri
Niente di tutto questo sostituisce una scatola di blocchi di legno sul pavimento, e il gioco non ci prova nemmeno. I blocchi veri insegnano il peso, la consistenza e il problema tridimensionale di una torre che può cadere in qualsiasi direzione. Il gioco prende un solo pezzo del puzzle, il tempismo e il baricentro, e permette a un bambino di esercitarsi cento volte in dieci minuti senza niente da rimettere a posto. Fate tutte e due le cose.
Per continuare
Chi adora Stack It Up di solito si appassiona subito dopo a Balloon Float: lo stesso tempismo con un tocco solo, ma adesso la cosa che controlli si muove e sono gli ostacoli a venirti incontro.
Fonti
- Verdine, Golinkoff, Hirsh-Pasek, Newcombe et al., Child Development — Deconstructing Building Blocks: Preschoolers' Spatial Assembly Performance Relates to Early Mathematics Skills (2014)
- Hespos & Baillargeon, Cognition — Young infants' actions reveal their developing knowledge of support variables (2008)
- NAEYC, Young Children — Ten Things Children Learn From Block Play (2015)
- Larsen, Venkadasalam & Ganea, Frontiers in Psychology — Prompting Children's Belief Revision About Balance Through Primary and Secondary Sources of Evidence (2020)
Tiny Hands Play